Osservatorio Anima Gfk Eurisko, i prodotti finanziari piacciono più del mattone

di Redazione
17 giugno 2013 | ore 12:42

MEGLIO I PRODOTTI FINANZIARI – Le famiglie italiane perdono entusiasmo per il mattone e riscoprono i prodotti finanziari. Secondo la quarta edizione dell’Osservatorio Anima Gfk Eurisko sul risparmio delle famiglie, un anno fa il 25% del campione rappresentativo dei titolari di un conto corrente si dimostrava disponibile a investire in immobili e il 19% in prodotti finanziari, mentre oggi la situazione si presenta opposta: ad oggi il 23% del campione indica infatti prodotti finanziari come prima scelta, se avesse liquidità da impiegare.

550 PERSONE INTERVISTATE – I motivi di questo cambiamento? Probabilmente si tratta di una combinazione di diversi fattori, come la difficoltà ad ottenere un mutuo, o come l’introduzione dell’Imu che è andata a pesare ulteriormente sui bilanci delle famiglie, rileva l’indagine trimestrale, che è stata condotta tra il 13 e il 18 maggio 2013 su un campione di 550 persone rappresentative della popolazione italiana (bancarizzati dai 18 anni in su).

UN CUSCINETTO PER LE EMERGENZE – Quanto ai motivi che spingono le famiglie a risparmiare, ancora una volta il primo tra tutti è la volontà di costruire una sorta di “cuscinetto” per emergenze o imprevisti (27%) o una riserva per il futuro (14%). Inoltre, avvicinandosi il periodo estivo, il 31% del campione ha in mente anche di andare in vacanza e accantona in vista di questo obiettivo stagionale.

LA FASE ACUTA DELLA CRISI E’ ALLE SPALLE – Più in generale, se la fase più acuta della crisi sembra passata è anche vero che la maggior parte degli intervistati (72%) si aspetta che la situazione economica dell’Italia non cambierà molto nel prossimo. Di qui ancora una certa prudenza nell’affrontare le spese: la strategia che va per la maggiore resta quella di limitare il superfluo (75%), ma qualcuno interviene anche “riducendo le spese importanti” (12%) e “usando i risparmi messi da parte”(14%).

PROTEZIONE E RENDIMENTO MINIMO – Nessuna particolare novità infine per quanto riguarda i parametri che guidano le decisioni degli investitori. Si confermano determinanti la protezione del capitale investito (44%) e la certezza di un rendimento minimo (38%), mentre restano in secondo piano il rendimento elevato (15%), la semplicità con cui fare l’investimento (16%) e i costi contenuti (20%).

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