Pensioni, ecco come cambieranno in 5 punti

di Redazione
09 luglio 2015 | ore 07:12

Ecco i punti, riassunti dal Sole 24 Ore, della bozza di una riforma del sistema pensionistica avanzata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri.

1. Una rete di protezione per gli over 55
Sarebbe il primo passo verso l'introduzione di quel reddito minimo garantito che oggi manca al nostro paese”: una rete di protezione sociale dai 55 anni in su. L'obiettivo è separare assistenza e previdenza nei conti previdenziali: l'assistenza deve essere “finanziata dalla fiscalità generale”, mentre la previdenza deve intendersi come “prestazione assicurativa, che prevede trasferimenti tra generazioni diverse, e che garantisce diritti proporzionati ai contributi versati”.

2. Unificazione (senza ricongiunzioni onerose)
Boeri suggerisce ulteriori aggiustamenti “sulla strada della semplificazione”. La proposta è di unificare la pensione tra regimi diversi, inclusa la gestione separata, senza oneri aggiuntivi. Scomparirebbero così le ricongiunzioni onerose che hanno “penalizzato i lavoratori più mobili e quelli con vincoli di liquidità”. I benefici previsti sono due. In primis, rimediare a una forma di iniquità che ha colpito alcune categorie di lavoratori. In secondo luogo, promuovere più efficienza nell'allocazione del capitale umano.

3. Armonizzazione
Il terzo intervento della bozza di Boeri colpirebbe all'origine le “forti asimmetrie” nei trattamenti previdenziali di diverse categorie di pensionati. Squilibri che non si basano su diversi livelli contributivi (quanto ha versato un certo pensionato) ma su tassi di rendimento garantiti ai contributi versati da alcune coorti e categorie specifiche di lavoratori. Il ragionamento si estende anche ai vitalizi dei parlamentari.

4. Flessibilità sostenibile
Il montante cumulato nel corso della vita lavorativa può essere spalmato in pagamenti mensili in rapporto ad età e aspettativa di vita (“speranza di vita residua”). I contribuenti che vanno in pensione prima dovrebbero, così, spalmare la cifra su molte più mensilità di chi va pensione dopo: ogni anno in meno corrisponde a una riduzione del pagamento mensile, tenendo conto di macro-fattori come demografia e andamento del sistema economico.

5. Non si va in pensione, ma si prende la pensione
Nel dettaglio della proposta, si parla di “offrire nuove opportunità di versare e farsi versare contributi, che poi diventeranno un supplemento alla pensione, per chi sta già percependo un trattamento previdenziale”, con l'aggiunta di “contributi aggiuntivi da parte dell'azienda ai propri lavoratori”.

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