Perché quella dei mercati obbligazionari è una strada a senso unico

di Redazione
17 marzo 2017 | ore 07:38

a cura del team di Research, Sales & Trading di JCI Capital

Da mesi a questa parte sembra esserci una sola direzione per l’andamento dei tassi e, di conseguenza, delle quotazioni dei titoli obbligazionari.

Le curve dei rendimenti di pressoché tutte le aree geografiche mondiali sono in salita, chi più chi meno, e scegliere di rientrare in acquisto sui titoli del fixed income appare ancora prematuro.
In Europa il movimento è particolarmente impetuoso per le scadenze lunghe, al traino sia di numeri di inflazione in via di normalizzazione, sia di crescenti tensioni all’interno dell’Eurozona, disseminata di scadenze elettorali che potrebbero trasformare le compagini parlamentari e di governo dei principali paesi europei.

Al momento comunque, nemmeno lo scampato pericolo delle elezioni olandesi è riuscito a offrire uno spunto per un recupero solido dei mercati obbligazionari. Dopo anni di cali costanti e continui, a partire dalla fine di luglio 2016, i rendimenti dei bond decennali di tutta la zona euro hanno impostato movimenti di rialzo che paiono avere ancora strada davanti a sé. Prendendo come momento di partenza l’inizio di giugno 2016, si può verificare che la performance peggiore è stata quella del OAT francese, il cui rendimento è salito del 230%. A seguire troviamo i Btp, con i rendimenti cresciuti del 168% e poi tutti gli altri abbastanza vicini. I meno peggio sono risultati Germania e Spagna, i cui decennali hanno visto i propri rendimenti in rialzo del 125%.

Analizzando separatamente i trend dei singoli mercati, nessuno di questi mostra segnali di stanchezza. Ciò che dunque appare come lo scenario più probabile è quello di un ulteriore proseguimento del movimento anche nelle prossime settimane. Indicativamente a nostro avviso c’è mediamente uno spazio di salita di diverse decine di punti base. Per il nostro decennale riteniamo che il mercato si possa spingere fino in direzione dell’area 2,7%, mentre il decennale francese potrebbe inoltrarsi verso obiettivi in direzione dell’ 1,4%. Per il bonos spagnolo vediamo possibile un ritorno sopra il 2%, con prossimi obiettivi a 2,1%. Per lo stesso bund tedesco, in caso di superamento dell’area 0,5%, si aprirebbe lo spazio per ulteriori estensioni del rialzo con successivi obiettivi verso 0,7%. Ciascun mercato, analizzato autonomamente, conduce alla medesima conclusione: che la salita non dia segnali di esaurimento.

Se ne deduce che il nostro suggerimento operativo resta valido e confermato. A nostro parere conviene mantenere tutte le coperture poste a protezione dei portafogli obbligazionari, in attesa di segnali di schiarita. A coloro che sono in attesa di fare nuovi acquisti o aumentare la duration, suggeriamo un comportamento ancora attendista sia sulle emissioni core che sulla periferia.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn9Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

Nella stessa categoria

Finanziari europei in crisi, peggio di tutti fa Royal Bank of Scotland

Intesa Sanpaolo organizza un roadshow a Hong Kong e Singapore

Ig, il nuovo “Spread trading tour” parte a febbraio

Forse ti può interessare

In questo momento sono meglio i BTP o i CCT? Ecco come decidere

Tesoro colloca 10 miliardi di titoli di stato a medio-lungo termine

Tira brutta aria per i possessori di Btp. E più la scadenza è lunga…