Previdenza complementare ancora poco diffusa tra le donne

di Redazione
01 agosto 2014 | ore 08:32

MIRAGGIO PENSIONE – La pensione si costruisce lavorando: ancora più vero da quando – con le ultime riforme – si è passati al sistema contributivo. Succede, così, che anche gli assegni previdenziali riflettano gli squilibri e le imparità presenti nel mondo del lavoro. Secondo i dati Istat, per esempio, la pensione delle donne italiane è pari a 12.840 euro in media, contro i 18.435 euro lordi di quelle degli uomini. Sotto la soglia di povertà. Il dato deve essere valutato con attenzione. In base all’indagine The Younger Wife’s Curse realizzata dal gruppo Allianz, infatti, il 16,1% delle donne italiane con più di 65 anni ha un reddito inferiore a quello che segna la soglia di povertà.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE – Viste le caratteristiche del nuovo sistema previdenziale, un ruolo importante nella solidità economica dei futuri pensionati italiani sarà giocato dal settore della previdenza complementare. In quest’ottica, bisogna sottolineare quanto il tasso di partecipazione femminile al settore sia ancora basso e non oltrepassi il 25,7% (tra tutti gli iscritti a forme di previdenza privata, solo il 36% sono donne). Segnali incoraggianti, tuttavia, si hanno se si restringe l’indagine all’universo dei lavoratori under 35. Guardando i numeri, infatti, si scopre che solo il 9% degli uomini iscritti a fondi pensione appartiene a questa fascia d’età. Per quanto riguarda l’universo femminile, la percentuale sale al 18%.

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